Intervista di Thiene Online
Valente approda al thriller
“INDAGINE 40814” A PALAZZO CORNAGGIA
L’autore: «Continuerò con la narrativa»
Anno 955. Dodici monaci valicano le Alpi, in fuga dalle terre tedesche invase dagli Ungari. Cosa cercano di portare in salvo? Quasi dieci secoli dopo, alla fine del 1944, in piena 2ª Guerra mondiale, una piccola contrada di montagna si consuma tra le fiamme dopo che gli abitanti sono stati fucilati. Perché tanta ferocia da parte delle SS? Cosa vogliono proteggere? Estate 2006. Uno spietato assassino semina il terrore nella tranquilla provinci
a vicentina, incidendo nella carne delle sue vittime una misteriosa serie di numeri. Da quale oscuro passato proviene? Qual è il suo inquietante disegno?
Saranno i protagonisti del libro a rispondere a queste domande, un uomo e una donna legati tra loro da un antico rimorso che tenteranno di fermare il serial killer e risolvere l’enigma di “Indagine 40814” (Attilio Fraccaro Editore, pagg. 436, 19 euro). Il thriller, prima opera di finzione di Luca Valente, scrittore scledense conosciuto soprattutto per i suoi numerosi saggi storici sull’ultimo conflitto mondiale, verrà presentato giovedì 23 febbraio in biblioteca, a palazzo Cornaggia, alle 20.45 (ingresso libero); l’avvocato Francesco Dal Ferro dialogherà con l’autore. La serata, organizzata dalla libreria Libroteca 42, permetterà agli appassionati di lettura di conoscere un romanzo che è uscito lo scorso autunno ed è giunto rapidamente alla seconda edizione, al punto da richiamare l’attenzione di un editore nazionale.
Soddisfatto di come sta andando il libro?
«Direi di sì. I lettori si moltiplicano sempre più e anche gli apprezzamenti ricevuti vanno di pari passo: c’è gente che mi scrive di aver bruciato la cena sui fornelli perché incapace di staccare gli occhi dalle pagine, oppure di averlo divorato in una domenica pomeriggio passata sul divano di casa, o ancora di essersi alzata nel cuore della notte perché impaziente di leggere il finale. Senz’altro i giudizi positivi fanno piacere, ma voglio considerare “Indagine 40814” un punto di partenza. L’intenzione è di continuare nella narrativa e, sia che attinga o meno dalle mie ricerche storiche come ispirazione, perfezionare la mia capacità di scrittura».
C’è differenza tra scrivere un saggio storico e un romanzo?
«Eccome. U
n’opera “scientifica” deve informare, ricostruire una verità fattuale nel caso di un libro di storia, mentre lo scopo principale della letteratura, impegnata o d’evasione che sia, è emozionare. Di conseguenza anche la parola scritta assume significati diversi: nel primo deve essere precisa, chiara, perfino asettica, mentre nel secondo diventa evocativa, deve riuscire a dare colore, raccontare sentimenti, descrivere atmosfere. Non è automatico, insomma, passare dalla storia alla finzione, ho dovuto imparare a mutare il mio registro stilistico ed è un processo che non si risolve in un’unica opera. Poi, comunque, molto dipende dal genere letterario che si sceglie e che conferisce maggiore o minore pregnanza al linguaggio narrativo. In un thriller, per esempio, si cerca di curare particolarmente l’intreccio della trama e il ritmo».
Parliamo della trama, allora. Si può rivelare qualche dettaglio?
«Almeno inizialmente lo schema è quello classico del giallo: ci sono alcuni delitti, un assassino che agisce nell’ombra e il personaggio principale che si ritrova a indagare sul caso. Che poi è una coppia di investigatori, in realtà, e piuttosto inedita nella composizione: una giornalista in crisi sentimentale e un giovane storico che hanno un passato comune e doloroso. Attorno a loro ruotano alcune figure comprimarie che li affiancheranno nella pericolosa avventura, come due sottufficiali dei carabinieri che a un certo punto “coprono” l’indagine parallela e non autorizzata dei protagonisti, una studiosa tedesca particolarmente seducente, un libraio dagli insoliti interessi. Quest’ultimo sarà decisivo per interpretare alcuni fenomeni inspiegabili che coinvolgono i personaggi».
Par di intuire un riferimento al mondo del paranormale, piuttosto in voga in questo momento: lo vediamo anche da alcune fiction televisive…
«Sì, si tratta di un argomento che personalmente mi attrae e che ho deciso di inserire nel libro, seppur sottotraccia. Se ne capirà qualcosa di più nel finale, che riserva diverse sorprese. L’altro aspetto del romanzo, al di là della vicenda vera e propria costruita sulla tensione attraverso azione e colpi di scena, è quello storico. Ci pensano vari flashback a mischiare ulteriormente le carte, trascinando il lettore nel passato lontano di un Medioevo dove si tramano intrighi e in quello più vicino e tragico dell’ultima guerra, dove il protagonista assoluto è un ufficiale tedesco che comanda uno speciale reparto di SS incaricato di svolgere misteriosi scavi archeologici. Avvenimenti reali, peraltro, che ho plasmato al servizio della pura invenzione. Soprattutto i lettori locali saranno curiosi di scoprirli».
Il libro, in effetti, è ambientato nel Vicentino…
«Per la maggior parte, a eccezione di alcuni passi che ho collocato in Baviera, a Mantova, in Cadore e ad Arquà Petrarca. Tutto il resto, oltre a Vicenza città, si svolge nelle vallate del Leogra e dell’Agno. Una scelta naturale, sia perché sono luoghi che ovviamente conosco bene, sia perché i fatti storici cui mi sono ispirato sono accaduti sul nostro territorio, dalla strage di contrada Laita sulle colline del Tretto, a due passi da Schio, al bombardamento dell’alto comando tedesco di Recoaro».
C’è una qualche morale, un qualche insegnamento, nel tuo romanzo?
«Sarebbe un po’ eccessivo pretenderlo, in fondo è pur sempre un’opera di intrattenimento. Però è indubbio che vi si possa cogliere una mia personale visione, per esempio sulla guerra e sulle facili schematizzazioni che talvolta facciamo tra buoni e cattivi, e che in realtà nascondono situazioni ben più complesse. Alcuni miei personaggi incarnano alla perfezione tale ambiguità: è il singolo individuo, nel bene e nel male, l’unico responsabile delle proprie azioni, a prescindere dal giudizio che diamo al suo “gruppo” di appartenenza».
Presentazione a Thiene (23-02-2012)
La Biblioteca Civica di Thiene (palazzo Cornaggia) ospiterà, il prossimo giovedì 23 febbraio, Luca Valente e il suo romanzo Indagine 40814.
Il thriller, ambientato perlopiù nel Vicentino in tre epoche storiche differenti – il Medioevo (anno 955), la Seconda guerra mondiale (1944-1945) e la più recente estate del 2006, linea temporale principale – narra la caccia a un feroce assassino da parte di una giornalista e uno storico spalleggiati da due sottufficiali dei carabinieri.
L’evento, a ingresso libero con inizio alle 20.45, è organizzato e promosso dalla libreria Libroteca 42. Presenta l’avvocato Francesco Dal Ferro.
La Nuova Vicenza (10-02-2012)
MISTERI FRA STORIA E IRRAZIONALE
ROMANZO D’ESORDIO PER LUCA VALENTE
di Maurizio Dal Lago
Un serial killer in azione nel triangolo Valdagno-Recoaro-Schio, con puntate a Vicenza, un’inconsueta coppia di investigatori – lui uno storico, lei una giornalista – e un’indagine mozzafiato che si estende dal presente al passato, quello relativamente recente e sanguinoso della 2ª Guerra mondiale e quello assai più lontano di un Medioevo dove si tramano oscuri intrighi.
Queste le premesse di “Indagine 40814” (Attilio Fraccaro Editore, pagg. 436, euro 19), romanzo d’esordio dello storico e giornalista scledense Luca Valente: una scommessa vinta, perché a poche settimane dall’uscita il thriller è già andato in ristampa e pare anche aver attirato l’attenzione di una casa editrice nazionale.
La storia ha un suo prologo sul finire del X secolo, quando dodici monaci fuggono dalla Baviera, minacciata dalle scorrerie degli Ungari, e varcano le Alpi portandosi dietro un segreto. Mille anni dopo le tranquille valli del Leogra e dell’Agno sono scosse da una serie di efferati omicidi: l’assassino semina cadaveri su cui incide un enigmatico numero, 40814. Arturo novello è la prima vittima e la cronista locale, Elena Zanasso, fiuta subito una pista trascurata dagli inquirenti: Novello, infatti, aveva combattuto nelle file partigiane durante l’ultimo conflitto mondiale. Serve dunque un esperto di quel periodo ed Elena lo trova nello storico Enea Guglielmini, un ex compagno di liceo. I due, che un tragico evento aveva separato vent’anni prima, si tuffano a capofitto in un’investigazione parallela e non autorizzata pur di fermare la folle mano che uccide in modo sempre più crudele.
La storia si dipana nella calda estate del 2006 tra crimini, sangue, mondiali di calcio e sogni premonitori. Sì, perché sul tronco principale della vicenda si innestano parecchi rami: non solo i flashback storici – che intrecciano l’antica missione dei monaci bavaresi alla feroce rappresaglia commessa, nel 1944, dalle SS tedesche sull’altopiano del Tretto – ma anche misteriosi “fenomeni” che nulla di razionale sembrano possedere e che, tuttavia, forniscono ai protagonisti indizi importanti nella ricerca della verità. Sono incursioni in una dimensione “altra”, che Valente inserisce nella trama con discrezione, spesso sottotraccia, e che troveranno una perfetta spiegazione nel finale, assolutamente sorprendente.
Nel mezzo ci si diverte per le schermaglie amorose di Elena ed Enea, complicate dalla seducente presenza della ricercatrice tedesca Veronica Hassel, ma anche si palpita per la loro sorte, presi di mira come sono dall’assassino, mentre l’indagine li trascina dalla canonica di Valli del Pasubio al tribunale di Vicenza, da un cementificio abbandonato alla periferia di Schio, alle contrade di Torrebelvicino e alle Fonti centrali di Recoaro, dove proprio all’interno delle gallerie costruite dai tedeschi durante l’ultima guerra per ospitare l’alto comando di Kesselring, l’autore ambienta una delle scene più drammatiche dell’intero libro.
Un romanzo che fonde al meglio immaginazione e documentati fatti storici, razionalità investigativa e ragioni del cuore che la ragione non conosce, in una felicità espressiva non comune. Questi sono solo alcuni dei 40814 motivi per non perdere questa indagine.
Il Giornale di Vicenza (10-02-2012)
Incontri. Stasera
IL THRILLER DI VALENTE A VALDAGNO
di Luigi Centomo
Fermare un feroce serial killer che sembra provenire da un oscuro passato e si aggira tra le vallate dell´Agno e del Leogra. Sono impegnati in questo tentativo una giornalista in crisi sentimentale e un giovane storico, spalleggiati da due carabinieri pronti a infrangere qualche regola, da un´avvenente ricercatrice tedesca e da un libraio valdagnese molto particolare. Questa la trama del thriller “Indagine 40814”, romanzo dello scrittore Luca Valente che sarà presentato in Sala Soster oggi, venerdì, alle 20.30. A organizzare la serata la libreria Liberalibro. Tutto comincia sul finire del X secolo, quando dodici monaci fuggono dalla Baviera e dalle scorrerie degli Ungari…
10 febbraio a Valdagno
Appuntamento con una nuova presentazione al pubblico del romanzo Indagine 40814 il prossimo 10 febbraio a Valdagno.
L’evento è organizzato dalla libreria Liberalibro (via Marconi 6, Valdagno) con il patrocinio dell’assessorato alla cultura valdagnese e si terrà in Sala Soster, presso Palazzo Festari, a partire dalle ore 20.30.
Presenta l’autore Luca Valente e il suo thriller l’avvocato Marco Gianesini. Ingresso libero.
Thiene News (01-2012)
“Il topo di biblioteca”
Rubrica sui libri nuovi, dimenticati, eliminati e ristampati
“INDAGINE 40814” NEL VICENTINO
di Loris Rampazzo
Elena Zanasso, giornalista della Gazzetta Vicentina, ed Enea Guglielmini, storico, ex compagni di liceo, si ritrovano adulti a condividere un’esperienza che cambierà i destini di entrambi: la vicenda che li vede indagare fianco a fianco alla volta della risoluzione finale ruota attorno a una serie di omicidi efferati che un assassino, con scopi non ben precisati, perpetra nel territorio dell’Alto Vicentino, lasciando dietro di sé la scia malefica di un caso difficilmente risolvibile.
La trama diviene, fin dalle prime pagine, filo conduttore di una struttura thriller congegnata a puntino da un ottimo direttore che sappia guidare alla perfezione la propria orchestra: ovvio però che anche i musicisti (i personaggi) debbono essere individualmente forti, con grandi potenziali da dimostrare. E, difatti, così è. Il merito va come detto allo scrittore Luca Valente, alla sua prima prova in questo genere letterario del quale, per lo meno in ambito locale, si prefigura come una delle penne più promettenti.
Un segreto che c
ontinua a minacciare e spegnere vite umane si trascina da vicende ambientate nel Medioevo, prosegue in direzione della seconda guerra mondiale, tocca da vicino il territorio dell’Alto Vicentino, quindi si perpetua – corda tesa con maestria – nel suo svelarsi, in una calda estate di Schio, precisamente quella del 2006, tra crimine, sangue, sogni premonitori, mondiali di calcio.
40814 diventa così non soltanto una sigla, ma il segno distintivo di un’indagine che lascia la porta spalancata alle geniali incursioni nella dimensione soprannaturale, non pedante richiamo, ma lontana eco per chi volesse (e sapesse) coglierne il significato più profondo.
Chiamalo destino, chiamalo esoterismo, fatto sta che la miccia prende fuoco e il romanzo si legge che è un piacere; in attesa di un aiuto, di una chiamata, di una risposta che non riusciamo a spiegarci razionalmente e che Valente insegna a riconoscere come il discriminante per una nostra maggiore consapevolezza in materia di libertà, l’uomo non può trovare l’occasione per considerarsi onnipotente. Nemmeno con le verità della storia in pugno.
Il Giornale di Vicenza (17-01-2012)
Piovene Rocchette. Incontri da giovedì
L’INDAGINE DI VALENTE APRE IL CICLO LETTERARIO
di M.T.
Un incontro al mese per soddisfare i gusti degli amanti dell´arte e della letteratura. Parte giovedì 19 gennaio alle ore 20.30 la nuova stagione di incontri con l´autore promossa dall´Assessorato alla Cultura del Comune di Piovene Rocchette, nel salone degli Alpini della biblioteca comunale.
Un ciclo di cinque serate, dedicate ad altrettanti libri di recente edizione, imperniati su tematiche diverse e suggestive. Uno degli obiettivi della rassegna è quello di dare adeguato risalto ad alcuni tra i più validi esponenti della realtà sociale e culturale dell´alto Vicentino. Così tre di questi appuntamenti ospiteranno figure già conosciute e apprezzate a livello locale nei rispettivi campi di attività: si tratta di Luca Valente, Luigi Sebastiani e Gianni Retis. Altri due protagonisti saranno Roberta Sorgato e l´ex sindaco di Vicenza Enrico Hullweck.
Il primo appuntamento sarà con Luca Valente e col suo giallo storico “Indagine 40814″, nuovo tassello di una fortunata serie di thriller ambientati nella provincia berica.
Comune di Piovene Rocchette
Incontri con l’autore 2012
LUCA VALENTE PRESENTA “INDAGINE 40814”
Salone degli alpini della Biblioteca comunale
Giovedì 19 gennaio 2012 ore 20.30
In collaborazione con la Libreria Ubik di Schio
Presenta Dino Bressan. Ingresso libero
Pubblicista e autore di origine scledense conosciuto soprattutto per i suoi saggi sulla storia locale, dopo essersi cimentato nel testo di letteratura new age “Vite terrene, vite nell’aldilà” assieme a Sabrina Dal Molin, Luca Valente offre una nuova prova della sua straordinaria versatilità con un thriller palpitante e pieno di colpi di scena, le cui vicende si dispiegano tra la Valle dell’Agno e quella del Leogra, attraversando Schio, Valdagno, Recoaro e Valli del Pasubio.
Una giornalista, Elena Zanasso, e uno storico, Enea Guglielmini, accomunati da una tragedia risalente a venti anni prima, cercano di far luce su un’agghiacciante serie di delitti, tutti contraddistinti dalla sigla “40814” lasciata sui corpi straziati delle vittime.
Con l’aiuto di alcuni personaggi del luogo, in particolare di due carabinieri poco avvezzi al rispetto delle ordinarie procedure di indagine, Elena ed Enea scopriranno come le origini dei feroci assassini siano da ricercarsi in due eventi del passato, il primo risalente al Medioevo (la traversata delle Alpi di una comunità di monaci in fuga dalle orde barbare) e il secondo al periodo dell’occupazione nazista (la rappresaglia compiuta da un gruppo di SS sul monte Tretto), a loro volta strettamente legati.
Un simile fiuto investigativo, però, finirà per esporli alla reazione violenta dello stesso serial-killer, costringendoli a confrontarsi direttamente con lui pur di portare il caso a soluzione.

















