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  RECENSIONE: "BROGLIANO NELL’ETÀ MODERNA (1419 - 1819)"


Pubblicato sul Giornale di Vicenza del 12 gennaio 2010

Libri. La ricostruzione delle vicende civili e sociali delle comunità dal 1419 fino all’inizio dell’Ottocento
BROGLIANO E QUARGNENTA, QUATTRO SECOLI
L’accurata ricerca di Silvano Fornasa è stata condotta anche su fondi archivistici poco indagati

«Un contributo decisivo alla complessa storia delle comunità rurali», caratterizzato da «un approccio decisamente innovativo» e uno «spessore storiografico di alto livello interpretativo». Non lesina parole d’apprezzamento Claudio Povolo, professore ordinario di Storia delle Istituzioni all’Università di Venezia, nel commentare il recente volume di Silvano Fornasa "Brogliano nell’età moderna (1419 - 1819)", libro che ripercorre le vicende storiche del paese dal XV al XVIII secolo.
Due i confini temporali della ricerca: il 1419, anno in cui Brogliano e la frazione di Quargnenta, ancora in critiche condizioni demografiche ed economiche a più di mezzo secolo dalla peste nera, si contesero la prestigiosa residenza del pievano di San Martino; il 1819, quando dopo i convulsi cambi di regime politico che caratterizzarono gli ultimi anni del Settecento e i primi due decenni del secolo successivo, le due antiche comunità vennero unite nell’unico comune di Brogliano.
Scrive Fornasa nella nota introduttiva: «Mi sono posto l’obbiettivo di offrire ai lettori una ricostruzione documentata della loro storia passata, cercando di delineare con criteri metodologicamente corretti il quadro dell’ambiente naturale e del paesaggio agrario, delle dinamiche sociali ed economiche, della religiosità e dei comportamenti umani, individuali e collettivi. Ho la speranza di avere strutturato in modo convincente la narrazione e di aver trovato un giusto equilibrio fra la ricerca condotta con rigore scientifico e la legittima esigenza dei destinatari dell’opera di incontrare una lettura non esclusivamente specialistica».
L’autore, in effetti, ha esteso l’indagine oltre le vicende prettamente storiche e l’evoluzione demografica, economica e urbanistica di Brogliano e Quargnenta. La ricerca, condotta ad ampio raggio anche su fondi archivistici solitamente poco indagati, ha permesso di approfondire tematiche particolari come le manifestazioni della religiosità - focalizzata sui fondamentali "riti di passaggio" che scandivano la vita di quegli anni, il battesimo e il matrimonio in particolare - e le caratteristiche della pietà popolare. Aspetti analizzati nella loro lenta evoluzione e nei cambiamenti determinati dalle normative emanate dal Concilio di Trento, in un’epoca che vedeva i riti della religione cristiana intrecciarsi con le pratiche della magia e della superstizione.
Un ampio capitolo è dedicato poi ai rapporti sociali e alla concezione della giustizia, profondamente diversa dalla sensibilità odierna. Emerge una società dove i contrasti esplodevano spesso in lunghe e sanguinose faide, per le quali si cercavano soluzioni con accordi locali, i "costituti di pace", al di fuori della giustizia cittadina e statale.
Le comunità rurali di antico regime come Brogliano, infine, erano dotate di notevole autonomia amministrativa: la responsabilità collettiva, la legge della consuetudine, la forza delle parentele, la consapevolezza e la difesa delle proprie prerogative erano i pilastri sui quali si reggeva la stabilità del paese. Di fronte a chi poteva minacciare un tale equilibrio si mostrava una forte coesione, fossero comunità limitrofe, forestieri che aspiravano ad integrarsi, nobili che rimarcavano di continuo vecchi privilegi mai formalmente aboliti, o ancora istituzioni superiori con cui restavano aperti contenziosi sulla definizione dei carichi fiscali o che intendevano sostituire la legge della comunità con quella dello stato. Una coesione manifestatati in tutti i settori della vita del paese, fino a creare una comune e forte identità.


16 gennaio 2010 @ 22:32:51

 
 
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