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RECENSIONE: "SCHEGGE, CARTUCCE E SOLDATI SENZA NOME"
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Pubblicato sul mensile "Schio" del luglio 2010
SCHEGGE E CARTUCCE
Arriva in libreria un libro di grande interesse sul mondo dei "recuperanti".
Sta per uscire, per le Edizioni Menin, un volume dedicato alla Grande Guerra scritto da Giovanni Dalle Fusine, giornalista e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento. Non si tratta di un libro puramente storico, ma una ricerca relativa ad un aspetto particolare che di quel tragico conflitto fu eredità: il recupero, nel dopoguerra, di materiali bellici dai campi di battaglia. Emblematico il titolo: "Schegge, cartucce e soldati senza nome". Il mondo che descrive Dalle Fusine, dunque, è quello dei recuperanti. I primi, quelli "storici", innanzitutto, celebrati anche nell’omonimo film di Ermanno Olmi ed iniziatori di un’attività che ebbe uno sviluppo esponenziale negli anni compresi tra i due conflitti mondiali, sino a rappresentare, per certe zone dell’ex fronte italo-austriaco, una fonte economica capace di sfamare paesi interi.
Il libro, riccamente illustrato, si sofferma poi sui moderni appassionati che, dotati di sofisticati metal detector, sondano trincee e retrovie alla ricerca di residuati insoliti e rari: non solo elmetti o pezzi di granate, ma anche quegli oggetti che un tempo venivano considerati immondizia - come bottiglie e scatolette alimentari con le quali i soldati si sfamavano - e che oggi sono diventati reperti da collezione.
Proprio il "radar", il prezioso metal detector, diviene uno degli argomenti di approfondimento: Dalle Fusine accenna alla sua nascita, ai suoi primi impieghi e al suo sviluppo fino ai giorni nostri, prima di proporre i risultati delle più recenti forme di approccio alla ricerca storica sul campo.
Si tratta di un’indagine volta a sciogliere i molti interrogativi sulla sorte dei caduti, dalla loro età all’epoca di morte, fino alla causa. Tutti elementi che travalicano il semplice rinvenimento di poveri resti mortali dai quali prelevare distintivi, medagliette religiose, parti dell’equipaggiamento o dell’armamento - azione considerata irrispettosa da alcuni - e che tramite la collaborazione di archeologi, anatomopatologi, entomologi e storici consentono oggi di aprire una nuova strada nel "recupero", capace di illuminare anche sulle tragiche dinamiche di un assalto alla trincea avversaria o sulle conseguenze dello scoppio di un proiettile di cannone.
Nelle foto: la copertina del volume; elmetti, gavette, scatolette...
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27 luglio 2010 @ 12:06:43
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