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Speciale
  EDITING

CONSORZIO DI POLIZIA LOCALE ALTO VICENTINO  40° Anniversario
Per ricordare il 40° anniversario della sua fondazione (3 aprile 1970) il Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino ha dato alle stampe, in collaborazione con le Edizioni Menin, una pubblicazione celebrativa della quale Luca Valente ha curato testi ed editing. Erano solo quattro i Comuni associati (oggi sono sedici) quando l’innovativo progetto di istituire un servizio intercomunale di vigilanza urbana divenne realtà grazie alla lungimiranza dei sindaci promotori: Carlo Gramola per Schio, Giuseppe Bisortole per Torrebelvicino, Giuseppe Facci per Valli del Pasubio e Luigi Broccardo per Santorso. Fu il primo ad essere istituito in Italia, presto imitato ed ancora oggi considerato modello di efficienza ed organizzazione. Il volume ripercorre la storia di quei 40 anni: dalle prime pattuglie appiedate, o con biciclette di proprietà degli stessi agenti, e ai servizi di controllo manuale del traffico, fino ai mezzi moderni oggi in dotazione e a compiti sempre più impegnativi - sicurezza del cittadino, videosorveglianza, vigile di quartiere, protezione civile - che si affiancano a quelli tradizionali. Alla parte storica seguono un profilo dedicato a ciascuno Comune socio e la descrizione della struttura degli uffici e delle attività attualmente svolte dal Consorzio, nonché le prospettive future.

BATTAGLIONE FULMINE. Xª FLOTTIGLIA MAS  Cronaca e immagini tratte da documenti e memorie dei suoi reduci (marzo 1944-aprile 1945)
Con la resa onorevole agli americani dell’88ª Divisione al campo sportivo del Lanificio Rossi di Schio cessava di esistere il Battaglione Fulmine della celebre o famigerata - a seconda dei punti di vista - Decima Mas. Era il 30 aprile 1945: si chiudeva una storia che il thienese Riccardo Maculan e il ferrarese Maurizio Gamberini ripercorrono nel volume storico-fotografico "Battaglione Fulmine. Xª Flottiglia Mas. Cronaca e immagini tratte da documenti e memorie dei suoi reduci (marzo 1944-aprile 1945)", del quale Luca Valente ha curato l’editing. Il Battaglione Fulmine, costituito a La Spezia nella primavera del 1944, operò in provincia di Torino e Cuneo, nel Trevigiano, in Carnia, nel Goriziano e, sul finire del conflitto, anche nel Vicentino. Si scontrò spesso con i partigiani: l’episodio bellico più noto è la sanguinosa battaglia di Tarnova della Selva, nella quale il reparto sacrificò buona parte degli effettivi per impedire ai partigiani di Tito l’invasione di Gorizia. Ampio spazio è dedicato al periodo vicentino del Fulmine: dall’insediamento tra Carrè, Chiuppano e Caltrano ai primi di marzo del ’45 fino ai giorni del crollo: mentre altre unita della Decima si raccoglievano a Thiene per trattare la resa coi partigiani della Brigata Mazzini, il Fulmine rifiutò ogni compromesso e si mise in marcia, il 29 aprile, verso la Val Leogra, finendo impantanato al ponte delle Asse, tra Torrebelvicino e Valli del Pasubio, completamente circondato dai partigiani di Schio. La resa al campo sportivo e il trasferimento alla Caserma Cella sancirono, il 1° maggio, la definitiva partenza per i campi di prigionia.

VALDAGNO E I MARZOTTO  Amministrazione e politica dall’età giolittiana al Fascismo (1910-1930)
La Valdagno del Novecento è stata a lungo presentata come il feudo dei Marzotto, al punto che la storia degli imprenditori lanieri ha quasi assorbito quella della città. Ma se si capovolge il punto di partenza - come accade nell’ultimo libro di Maurizio Dal Lago, "Valdagno e i Marzotto. Amministrazione e politica dall’età giolittiana al Fascismo (1910-1930)", del quale Luca Valente ha seguito la redazione - e si pone Valdagno al centro, il feudo scompare e affiorano eventi di cui i Marzotto non furono gli unici protagonisti e conflitti politico-amministrativi che li videro a volte vincenti e a volte sconfitti. Senza contare che nei primi tre decenni del Novecento i Marzotto erano divisi in rami di eguale prestigio e alcune delle loro convergenze, così come i numerosi contrasti che li opposero, appaiono poco comprensibili se vengono separati dal contesto della comunità locale in cui operavano. Questa nuova pubblicazione delle Edizioni Menin edita in collaborazione con l’Amministrazione comunale valdagnese, frutto di un’accurata ricerca documentaria e ricca di particolari inediti e nuovi approfondimenti (in appendice "Gaetano Marzotto e il problema del seggio senatoriale - 1948-1952"), descrive i mutevoli rapporti di Valdagno con i Marzotto senza irrigidirli in schemi precostituiti e mantenendone intatta la vivacità e l’immediatezza.

FORTE RIVON 2008 - N° 10  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Festeggia i dieci anni Forte Rivon, la rivista annuale pubblicata dall’associazione "4 Novembre" di Schio della quale Luca Valente cura la redazione: un traguardo celebrato con un’edizione speciale, ampliata nei contenuti e rinnovata graficamente, che non mancherà di interessare i tanti appassionati vicentini della storia della Grande Guerra. Una decina i contributi di studiosi e cultori dell’argomento: spiccano tra tutti un poco conosciuto capitolo della vita di Piero Calamandrei - grande figura di giurista, intellettuale e politico del Novecento italiano - che ne racconta le esperienze di giovane ufficiale sul fronte montano vicentino ed in particolare sul Novegno, e l’impiego dei reparti britannici che si opposero all’offensiva austro-ungarica del 15-16 giugno 1918 sull’Altopiano di Asiago. Molteplici, comunque, le tematiche affrontate: si va dalle vicissitudini delle popolazioni evacuate dalle valli dell’Astico e del Posina verso i paesi della pianura all’allestimento delle opere di difesa che interessarono l’Alta Valle dell’Agno; dalla biografia del generale Alberto Pollio, quarto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito italiano, ad un omaggio ai richiamati alla leva valdagnesi; dalla storia del Forte di Cima Campolongo al recupero, sull’Altopiano di Tonezza, di sette salme di soldati italiani periti durante la Strafexpedition. Toccante, infine, la vicenda umana dei fratelli Pellas, fiorentini, caduti l’uno il 25 maggio 1917 sul Carso e l’altro esattamente ad un anno di distanza sul Basso Piave, mentre non mancano verve ed ironia in alcune avventure d’irredenti trentini, rifugiatisi dalla Valsugana nel Regno d’Italia e successivamente protagonisti nelle fila del Regio Esercito.

HEMINGWAY A SCHIO  Uno dei più bei posti della terra
Un soggiorno fugace, ma rimasto nella storia. Le due settimane di Ernest Hemingway a Schio rivivono nel volume che l’Associazione scledense giornalisti e scrittori ha voluto dare alle stampe in collaborazione con l’editore Menin a 90 anni di distanza: "Hemingway a Schio. Uno dei più bei posti della terra". Parole dello stesso romanziere che nelle sue opere omaggiò più volte le bellezze della terra scledense, da lui conosciuta nel giugno del 1918, quando era un giovane e sconosciuto volontario dell’American Red Cross impegnato a guidare ambulanze nelle immediate retrovie del fronte del Pasubio. Il volume (curato da Edoardo Ghiotto con la collaborazione di Luca Valente e Anna Lirusso), raccoglie nella sezione centrale i numerosi tributi che nei suoi scritti il celebre scrittore, vincitore del Premio Pulitzer nel 1953 per "Il vecchio e il mare" e del Premio Nobel per la letteratura l’anno successivo, dedicò, esplicitamente o indirettamente, proprio a Schio: celebri i riferimenti al muro ricoperto di glicine dell’osteria "Cantarana" o all’emozione, rimastagli nel sangue, del crepuscolo di giugno sulle Piccole Dolomiti. La prima parte presenta invece in forma antologica numerosi passaggi dedicati alla sua esperienza scledense da scrittori e giornalisti dagli anni Settanta in poi. La terza ed ultima, invece, offre una trentina di immagini inedite di Schio e dintorni tratte dall’album di William Horne, all’epoca commilitone di Hemingway e suo grande amico nella vita: fotografie recuperate da Marino Smiderle alla Newberry Library di Chicago.

SEMPRE CON LA MORTE IN GOLA  
"Sempre con la morte in gola. Archivio storico della Brigata Stella - Divisione Garemi. 1 gennaio - 22 settembre 1945", terzo e conclusivo volume su una delle più importanti formazioni partigiane del Veneto, appartenente alla divisione garibaldina Garemi, è stato pubblicato dalle Edizioni Menin con l’editing e il coordinamento editoriale di Luca Valente. L’Archivio è costituito da oltre 770 documenti, tutti scritti durante il periodo resistenziale, i quali consentono di seguire dall’interno e in tempo reale la vita di una brigata partigiana che agiva principalmente in val d’Alpone, in val Chiampo e nella valle dell’Agno, ma le cui pattuglie operarono anche in val d’Illasi, in val Leogra e nella città di Vicenza. I 320 documenti pubblicati nel terzo volume - preceduti da un ampio saggio storico dei curatori Giancarlo Zorzanello e Maurizio Dal Lago, che delinea e chiarisce il contesto loro sotteso - descrivono i mesi più duri della storia della brigata, quando i suoi uomini erano costretti a vivere in buchi scavati nella terra, con poche armi, tormentati dalla fame e dal freddo, oggetto di disumane rappresaglie da parte di tedeschi e fascisti. Ma raccontano anche la preparazione della riscossa e il rabbioso attacco finale. Un libro che mostra la Resistenza come finora non è mai stata conosciuta.

FORTE RIVON 2008 - N° 9  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Nella nona uscita di "Forte Rivon", rivista storica tradizionalmente curata da Luca Valente, spicca il poco conosciuto intervento britannico sul fronte italiano dopo la rotta di Caporetto, nel quale Ignazio Marchioro, che non nasconde il giudizio, peraltro negativo, espresso dagli alleati inglesi e francesi sull’entrata in guerra del nostro Paese e sulla sua condotta bellica. Livio Pierallini dedica invece il suo contributo alle terribili battaglie combattute a tremila metri in mezzo ai ghiacciai, sull’Adamello e dintorni, tra italiani ed austriaci. Di aspri scontri in quota parla anche Annalisa Castagna, che si aggancia alla vicenda del soldato Mario Bevilacqua di Novale di Valdagno, disperso nel 1916 durante la conquista di monte Sperone sul lago di Garda, per narrare delle battaglie combattute nel Settore Giudicarie. Sulla stessa falsariga è il contributo di Roberto Mantiero: prendendo spunto dai ricordi di un vecchio reduce di Villaverla, Giuseppe Borgo, che lo affascinarono in gioventù, ripercorre la battaglia dell’Ortigara, mattatoio degli alpini. Ancora di bombe e sangue tratta il breve saggio di Leonardo Malatesta dedicato alla costruzione, all’impiego e alla distruzione del forte di Punta Corbin nel 1915-1916. Bepi Magrin presenta poi la figura del generale Luigi Pollari Maglietta, brillante ufficiale del genio che recitò un ruolo di primo piano nella realizzazione delle opere difensive costruite lungo il corso inferiore del fiume Piave: nel dopoguerra progettò il ripristino e la costruzione di varie opere viarie - compreso anche il trenino a cremagliera Rocchette-Asiago - ma la sua carriera ed il suo onore furono infangati per invidie e gelosie. Modesto Brian e Domenico Zamboni, componenti della "Bandabrian", presentano infine vari canti della tradizione popolare dell’Alto Vicentino legati alla Grande Guerra ed in particolare alla Strafexpedition.

FORTE RIVON 2007 - N° 8  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Tra i testi proposti nell’ottava edizione "Forte Rivon", rivista pubblicata annualmente dall’Associazione ricercatori storici IV Novembre di Schio, Livio Pierallini narra delle battaglie combattute sul monte Piana, conteso ferocemente da italiani e austriaci. Annalisa Castagna parla dell’organizzazione della campagna invernale del 1916-1917, tra propaganda e cruda realtà, tra trincee e baraccamenti, tra il vestiario insufficiente e la lotta contro il freddo. Leonardo Malatesta scrive della difesa della Val Posina e del forte Cornolò, abbandonato durante la Strafexpedition e fatto poi saltare dagli austriaci. Serenella Gramola porta invece una testimonianza sul tenente Luigi Zampilli di Piovene Rocchette, medaglia d’argento al valor militare: un’altra chiave di lettura della Storia, un recupero d’affetto e di memoria verso il giovanissimo soldato passato come una meteora nella tragedia della guerra. Bepi Magrin racconta poi del generale Vittorio Emanuele Rossi, comandante del Battaglione Alpini "Monte Berico", che alla morte avvenuta nel 1962 volle essere sepolto sul monte Pasubio, tra i suoi soldati. Sono infine una novità due articoli che riguardano la guerra in cielo, argomento decisamente poco trattato nelle riviste specializzate. Il primo, di Ignazio Marchioro, tratta dei bombardamenti dei dirigibili tedeschi Zeppelin su Londra, fino al canto del cigno di questi aeromobili avvenuto alla comparsa dell’arma aerea. Il secondo contributo, di Roberto Mantiero, è sui carabinieri pionieri piloti, capitolo misconosciuto dell’aviazione nella Grande Guerra: molti di loro perirono in azione e furono decorati per l’ardimento dimostrato.

FORTE RIVON 2006 - N° 7  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Un numero monografico incentrato sulla "Spedizione punitiva". Il settimo numero di "Forte Rivon", la rivista dell’Associazione IV Novembre dell’annata 2006, è interamente dedicato alla famosa Strafexpedition austriaca del maggio-giugno 1916, di cui ricorrono appunto i 90 anni. A "Forte Rivon 2006" - un centinaio di pagine in ampio formato accompagnate da un articolato apparato fotografico - hanno collaborato diversi studiosi perlopiù vicentini. A partite dallo storico arsierese Siro Offelli, che ha preparato un saggio sull’utilizzo da parte imperiale, nel corso dell’offensiva, dei famosi mortai Skoda da 305 mm. Il ricercatore di Torrebelvicino Mariano De Peron ha invece avanzato un’ipotesi sull’origine del termine "Strafexpedition", mentre Livio Pierallini, giornalista aretino, ha analizzato la figura di Cesare Pettorelli Lalatta, ufficiale del Servizio informazioni della 1ª Armata, e la valdagnese Annalisa Castagna il ruolo dei giornali dell’epoca. Argomenti prettamente legati alle azioni belliche si trovano negli altri contributi: la storia e la caduta di Forte Casa Ratti in Valdastico a cura dello storico zuglianese Leonardo Malatesta, la presa del monte Priaforà da parte dei Kaiserjaeger austriaci ricostruita dallo scledense Ignazio Marchioro e l’epopea della Brigata "Liguria" sul monte Zovetto, di cui si è occupato lo storico di Valdagno Giuseppe Magrin, potendo anche contare sul prezioso diario inedito del tenente Alberto Mario Toccolini.

FORTE RIVON 2005 - N° 6  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Un’immagine di sicuro impatto spicca sulla copertina di "Forte Rivon", il numero unico annuale edito dall’Associazione ricercatori storici "4 Novembre" di Schio: ritrae il ritrovamento avvenuto lo scorso agosto sul ghiacciaio di Forni (Gruppo Ortles Cevedale) dei corpi perfettamente conservati di tre Kaiserschützen austriaci, caduti assaltando le posizioni italiane del S. Matteo nel settembre del 1918. Il saggio di apertura firmato da Giacomo Tessarolo che narra del recupero tra i ghiacci e delle battaglie combattute su quei monti, ad oltre tremila metri di quota, costituisce l’articolo di punta dell’edizione numero sei della rivista dell’associazione scledense, da qualche giorno disponibile nelle librerie e nelle edicole e oramai diventata appuntamento fisso per gli appassionati della storia della Grande guerra. Un centinaio le pagine che la costituiscono, in ampio formato, quest’anno uscite in una veste grafica rinnovata e con un apparato fotografico ampliato. "Forte Rivon" si è avvalso della collaborazione di molti appassionati e studiosi vicentini. Andrea Kozlovic ha descritto i costi della guerra che gravarono sul Vicentino; Giuseppe Magrin si è occupato dell’attentato di Sarajevo che scatenò il conflitto e della figura del "generale fucilatore", Andrea Graziani (ripresa anche da Ignazio Marchioro, che scrive inoltre di inflazione in tempo di guerra); Leonardo Malatesta ha steso un approfondito resoconto delle drammatiche vicende che coinvolsero il Forte Verena nel 1915. Di fortificazioni parlano anche gli articoli di Michela Colbacchini (Forte Belvedere-Gschwent) e Chiara Aldighieri (L’attività del generale Vaccari), quest’ultima in collaborazione con il Museo del Risorgimento e della Resistenza di Vicenza. Spiccano anche gli interventi memorialistici: accanto alla testimonianza del fante Domenico Zaltron di Schio, giunta all’ultima puntata, Pio Rossi presenta il diario di don Francesco Lappo, parroco di Posina durante la guerra, e Annalisa Castagna quello di don Davide Conti, cappellano del 266° Fanteria, medaglia d’argento. Giovanni Spagnolo, invece, fornisce una versione diversa da quella ufficiale riguardo all’attacco a Cima Vezzena del 29 maggio 1915, mentre Dorino Brandellero racconta la vita a Staro durante il conflitto e Livio Pierallini la storia dei Parchi della Rimembranza e del mito dei caduti. In ambito collezionistico, infine, Marco Zaltron descrive i distintivi da berretto austroungarici.

JERZY SAS KULCZYCKI "COLONNELLO SASSI"  Il primo organizzatore della Resistenza in Veneto (settembre-dicembre 1943)
«Questa è la prima ricerca su Jerzy Sas Kulczycki, nome di battaglia "Colonnello Sassi", una figura della Resistenza veneta dimenticata dai più. Ovviamente non da quei compagni che gli furono vicini, ma sicuramente dalla stragrande maggioranza dei partigiani, persino da quelli che poi in tutta l’Italia del Nord occupata si rifaranno alle sue idee e si chiameranno "autonomi" o "apolitici"». Con queste parole inizia Jerzy Sas Kulczycki "Colonnello Sassi", il nuovo libro delle Edizioni Menin, ricerca dello storico Paolo Paoletti dedicata al primo organizzatore militare della Resistenza in Veneto. Figura discussa ed eroica, capitano di fregata all’armistizio, Kulczycki fondò i Volontari Armati d’Italia e venne fucilato dalle SS a Fossoli il 12 luglio 1944. Paoletti ne ripercorre le vicende dall’8 settembre fino alla fuga da Venezia, braccato dalla Gestapo, del dicembre successivo, affrontando anche questioni come l’apporto dei militari alla Resistenza e le relative polemiche.

FORTE RIVON 2004 - N° 5  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Nella quinta uscita di "Forte Rivon" spiccano gli interventi memorialistici: accanto alla testimonianza del fante Domenico Zaltron di Schio, giunta alla seconda puntata, viene proposto il diario di guerra di un artigliere alpino, Antonio Casonato di Camisano, curato da Bepi Magrin e Dario Fontana. Sulla storia delle truppe alpine del Triveneto è presente una corposa ricostruzione dello storico Andrea Kozlovic, ma ampio spazio è stato dedicato anche ai loro avversari del tempo, i Tiroler Kaiserjäger, la cui storia è narrata da Michela Colbacchini. Di argomento tecnico e collezionistico l’articolo di Giacomo Tessarolo, che ha preso in esame gli elmetti austroungarici prodotti nel corso della 1ª Guerra mondiale, mente Annalisa Castagna ha analizzato gli effetti delle battaglie sul paesaggio e sui centri abitati in "Il Trentino e il prezzo della vittoria". Uno degli interventi più interessanti è legato al profugato, altro drammatico fenomeno conseguente al conflitto: ne è autrice Silvana Battistello, il cui articolo inaugura una collaborazione tra l’Associazione "4 Novembre" ed il Museo del Risorgimento di Vicenza, finalizzata a valorizzare tesi di laurea vicentine che riguardino la Grande guerra. Tra le altre proposte si segnalano: un’analisi delle perdite di vite umane provocate dal conflitto (Ignazio Marchioro); un profilo della crocerossina Luisa Zeni (Bepi Magrin); una menzione del film-documentario sulla storia di Thiene, per il quale sono stati ricostruiti episodi della 1ª Guerra mondiale; un resoconto del decennale del recupero di Forte Rivon, sul Novegno, che dà il nome alla rivista, chiusa con un excursus nella 2ª Guerra mondiale da una vicenda partigiana accaduta sull’altopiano di Asiago (Pio Rossi).

PERCORRENDO I LUOGHI DELLA MEMORIA  La tutela del Patrimonio storico della Grande Guerra e la Legge 7 marzo 2001 n° 78
"Percorrendo i luoghi della Memoria" è un’interessante opera che contiene le risultanze del Convegno internazionale organizzato dall’Associazione Ricercatori Storici "IV Novembre" di Schio nell’ottobre 2002. La pubblicazione, incentrata sulla tutela del patrimonio storico della Grande Guerra e sulla legge 78 del 7 marzo 2001, fornisce un dettagliato quadro degli aspetti tecnici e giuridici ad esse relativi, presentando nel contempo le esperienze in materia delle numerose associazioni che operano sull’arco alpino. La parte più rilevante riguarda comunque le proposte di recupero storico già realizzate in diversi ambiti europei, vale a dire l’Historial de la Grande Guerre e la Caverne du Dragon in Francia, i musei di Kötschach-Mauthen e quello all’aperto sulla vetta del Pal Piccolo in Austria, il Kobariskj Muzej in Slovenia, il Forte Belvedere-Werk Gschwent a Lavarone di Trento. Si tratta quindi di uno strumento utilissimo, sia per gli addetti ai lavori - amministrazioni, comunità montane, enti museali, associazioni - sia per singoli appassionati e ricercatori.

FORTE RIVON 2003 - N° 4  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Il numero unico dell’Associazione Ricercatori Storici "IV Novembre" di Schio giunge nel 2003 alla quarta uscita, frutto della collaborazione di molti appassionati e studiosi e ricca di contenuti e immagini. Si segnalano il diario di guerra del fante scledense Domenico Zaltron, un saggio su iscrizioni, fregi, cippi e lapidi della Grande Guerra, il resoconto della conquista di Cima Posta il 24 maggio 1915, un caso di "giustizia" militare sul Pasubio, l’epopea della 35ª Divisione dopo la battaglia del Novegno, un ricordo dei soci scomparsi Pino Marchi, che fu il primo presidente dell’Associazione, e Piero Benetti. E ancora: i profughi trentini in Austria, il tragico sacrificio del capitano degli alpini Enea Guarneri, la morte del capitano Francesco Cortese sui Colletti di Velo, le baionette Vetterli riutilizzate da tedeschi e austroungarici.

JUVENILIA BASKET SCHIO  Quarant'anni di pallacanestro a Schio
Quarant’anni di basket sono raccolti sotto questo titolo in una pubblicazione voluta dalla Pgs Juvenilia Basket, storica società sportiva di Schio. L’agile volumetto ripercorre la storia della Juvenilia fin dalla fondazione ufficiale nel 1961 col nome di Concordia, sotto l’egida delle Polisportive giovanili salesiane: il campo di gioco è infatti il Palazzetto dello Sport dell’Oratorio, inaugurato nel 1971. Nelle 74 pagine vengono presentati dirigenti e squadre dal Minibasket alla Serie D, i risultati ottenuti sui parquet provinciali, regionali e nazionali, gli atleti che sono partiti dalla Juvenilia per arrivare fino alla serie A, la collaborazione con il Famila Basket e le varie iniziative prese durante l’annata sportiva, a partire dai campi scuola.

FORTE RIVON 2002 - N° 3  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
Il terzo numero della rivista della "IV Novembre" esce nel 2002. La pubblicazione si presenta divisa in tre parti: Storia, Attualità, Natura. Nella prima si contano numerosi interventi legati a varie vicende della Grande Guerra, tra cui il Battaglione Alpini Aosta dal Vodice all’armistizio, i tribunali militari nel corso del conflitto, un’analisi delle lettere che i soldati scrivevano al fronte, gli impianti funiviari sul Pasubio, il comitato di assistenza civile di Valdagno, un ritratto dell’imperatore Carlo I, il ripristino della viabilità nelle terre liberate. Nella seconda si parla delle varie iniziative intraprese ogni anno dalla "IV Novembre", ma anche di legislazione e commemorazioni. Nell’ultima parte sono presi in esame aspetti naturalistici della montagna vicentina.

FORTE RIVON 2001 - N° 2  Rivista dell'Associazione Ricercatori Storici IV Novembre Schio
L’idea di una pubblicazione annuale edita dall’Associazione Ricercatori Storici "IV Novembre" di Schio per meglio collegare i numerosi soci e divulgare conoscenze relative ai temi di interesse storico e naturalistico delle montagne vicentine, in primis le vicende della Grande Guerra, ha trovato una prima realizzazione nell’anno 2000. Il secondo numero unico della "IV Novembre" è uscito nel 2001. Le oltre 100 pagine della rivista sono divise in due parti. La prima, di ampio respiro, raccoglie articoli e ricerche di interesse prettamente storico a firma di studiosi e appassionati del campo. Un’occasione, per i lettori, di conoscere in modo più approfondito le vicende della Prima guerra mondiale sul Novegno (Andrea Kozlovic) e sul Pasubio (Bepi Magrin), personaggi eroici come Ferdinando Urli, Tito Caporali ed Emilio Michelato, le gesta di reparti famosi come i "Lupi di Toscana" (Pino Marchi), celebrati nella copertina della rivista. Ed ancora ampio spazio ad un’approfondita storia delle baionette italiane (Giacomo Tessarolo), al campo trincerato di Vicenza (Pino Baron), agli impianti idrici delle Grande Guerra (Carlo Bettanin). La seconda parte, dedicata all’attualità, ripercorre l’attività sociale della "IV Novembre", in particolare le gite a Trento ed Innsbruck e la visita estiva dei Kaiserjaeger. Uno spazio è riservato alla ristrutturazione di Forte Rivon e alla collocazione in Internet di un sito ufficiale dell’associazione.

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© Luca Valente 2004-2008