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Speciale
  DOCUMENTARI

D-DAY. LO SBARCO IN NORMANDIA - NOI ITALIANI C’ERAVAMO  
Nella primavera del 2009 Luca Valente ha collaborato alla realizzazione del documentario storico "D-Day. Lo sbarco in Normandia - Noi italiani c’eravamo", progetto ideato dal regista veronese Mauro Vittorio Quattrina e prodotto dallo studio "Il Volo". Il documentario, nel 65° anniversario dello sbarco, racconta la storia di tutti quei nostri connazionali che si ritrovarono schierati, da una parte e dall’altra ma soprattutto in campo tedesco, nell’immensa battaglia: prigionieri catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre e mandati a costruire fortini e bunker (parecchi soldati veneti provenivano dal battaglione Trento, catturato a Grenoble), ma anche volontari - "obbligati" o per scelta - in divisa della Wehrmacht nei trasporti e nella contraerea o addirittura in prima linea, come un certo numero di militari che avevano aderito alla Repubblica di Salò e che combatterono contro gli americani in Bretagna dopo lo sfondamento di Patton. Su quest’ultimo episodio si è focalizzato l’intervento di Luca Valente, che narra la poco conosciuta vicenda di un gruppo di marò impegnati nella difesa della cittadella di Saint-Malo e attestati sull’isoletta di Cézembre, arresasi agli americani dopo un mese d’assedio e di spaventosi bombardamenti con l’uso anche di napalm.

TERRE ROSSE, AMORE E GUERRA  
Il doloroso conflitto fra grande storia e vicende individuali di uomini e donne è al centro di "Terre Rosse", la nuova sfida del regista Dennis Dellai, assistito alla regia da Davide Viero e da Luca Valente come consulente storico. Più che un documentario si tratta questa volta di un vero e proprio lungometraggio recitato, la cui vicenda è ambientata nell’Alto Vicentino, durante l’occupazione tedesca, dal settembre del 1944 alla primavera del 1945. Il soggetto trae spunto da un libro di memorie, "Terre rosse e altre terre", scritto dall’ex sindaco di Thiene Flavio Pizzato, decorato per meriti conseguiti durante la lotta partigiana. Nel libro Pizzato, nome di battaglia "Serse", rievoca la sua resistenza vissuta sulle colline di Fara Vicentino: un’esperienza condivisa con amici d’infanzia e sconosciuti giunti da luoghi lontani, soldati stranieri e profughi e, soprattutto, con la madre, la maestra di Farneda, autentica "pasionaria" della resistenza della zona. Di "Terre rosse e altre terre" si ritroveranno nel film il clima e le passioni, nonché alcuni personaggi realmente vissuti, mentre altri sono stati inventati dallo sceneggiatore Giacomo Turbian. Al centro della trama la tormentata storia d’amore fra Luisa e Umberto. Lei, giunta a Fara per insegnare al fianco della maestra di Farneda, viene quasi subito coinvolta nella Resistenza, alla quale aderisce con generosità. Umberto, impiegato ministeriale a Thiene, vive invece la vita di milioni di altri suoi connazionali, subendo il fascismo e la guerra senza essere in grado di opporvisi, ma semplicemente aspettando che tutto passi. Entrambi sono destinati a vedere modificate le proprie certezze e i propri valori, e a subire delle perdite. Il loro amore viene travolto dagli eventi proprio nel momento in cui sta crescendo: la passione politica e civile finirà per soffocare quella sentimentale. Le riprese sono cominciate nella primavera 2006. Lo sforzo organizzativo sarà ancora una volta di notevole livello, nonostante non si tratti, come in "Così eravamo", di una produzione dotata di budget professionali: il Comune di Thiene darà comunque un contributo finanziario, affiancato da associazioni di categoria e istituti di credito locali. Per il resto via libera alla passione disinteressata dei privati, a partire dalle centinaia di comparse che verranno impiegate per arrivare all’indispensabile fornitura di armi e divise d’epoca dei collezionisti. Giovani e motivati anche gli attori, tutti con formazione ed esperienze in campo teatrale e cinematografico: Anna Bellato sarà Luisa De Nardi, Davide Fiore interpreterà Umberto Simonetti, Sabrina Montante e Paola Anzolin indosseranno i panni delle staffette Clara e Mery Arnaldi, mentre Leonardo Pompa e Marina Vecelli quelli di "Serse" e della maestra.

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FA900, L'EPOPEA DELLA LANEROSSI  
Nel marzo del 2005 Luca Valente ha fornito una consulenza storica per il progetto Fa900 (dove Fa sta per "Fabbrica Alta"), che raccoglie una serie di testimonianze orali di ex lavoratori di una delle maggiori industrie italiane, la Lanerossi di Schio. L’esperta museale e del patrimonio industriale Stefania Torresan, l’architetto Angelo Zanella e il regista e autore video Pier Paolo Giarolo, ideatori dell’iniziativa, hanno coinvolto un gruppo di lavoratori ultrasettantenni (operai, tecnici, dirigenti) - componente significativa, anche se parziale, della memoria collettiva di una città-fabbrica - per descriverne in un documentario i grandi eventi e la piccola quotidianità, le trasformazioni passate e quelle presenti.

COSÌ ERAVAMO, LA STORIA DI THIENE  
Si chiama "Così eravamo", con il sottotitolo di "Obiettivo sulla storia", il film-documentario sulla storia di Thiene, cui Luca Valente ha collaborato come consulente storico (oltre che impersonando uno dei personaggi cittadini). La realizzazione del progetto, ideato dal regista, fotografo e giornalista Dennis Dellai e supportato dal Comune thienese, è cominciata nella primavera del 2003, concludendosi, con la presentazione ufficiale del documentario proiettato nel teatro della cittadina altovicentina, nel dicembre 2005. L’iniziativa ha inteso far rivivere il passato attraverso vie inesplorate, ovvero la realizzazione di un vero e proprio filmato che fosse rievocazione fedele delle vicende salienti della storia thienese degli ultimi secoli, dall’età tardo-medioevale fino all’ultimo conflitto mondiale. Una ricostruzione realistica, visto che per ognuno dei sei periodi considerati sono state ricreate con attori e costumi scene storiche di quei tempi. "Così eravamo" ne scandisce le tappe. Si parte dal capitolo dedicato a "Thiene 1492", che ricorda i fatti legati alla concessione del mercato franco, per passare poi a "La peste del 1630" di manzoniana memoria, che tante vittime provocò anche a Thiene e a "L’insurrezione del 1809" da parte del contado durante l’occupazione napoleonica. Il secolo scorso propone "La prima guerra mondiale" vista dai thienesi, esposti ai rischi e alle conseguenze derivanti dal fatto di trovarsi nelle immediate retrovie del fronte; "Arturo Ferrarin", il famoso pilota che compì, primo al mondo, l’impresa della trasvolata Roma-Tokio; "Giacomo Chilesotti", eroe della Resistenza e medaglia d’oro ucciso nell’aprile del 1945. A corollario dell’iniziativa, sono stati contemporaneamente presentati una mostra fotografica, che raccoglie i migliori scatti del progetto, e un libro di approfondimento storico e fotografico curato dal regista e da Luca Valente. Le musiche originali del film, invece, sono di Paolo Agostini.

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ANATOMIA DI UN MASSACRO SU HISTORY CHANNEL  
Il regista padovano Andrea Prandstraller ha ideato e realizzato un documentario storico che affronta un tema spinoso e delicato come quello della strage di Pedescala, borgo dell’Alto Vicentino: un massacro efferato compiuto da truppe tedesche in ritirata che costò la vita ad 82 civili nella vallata dell’Astico tra il 30 aprile ed il 2 maggio 1945, ma anche un episodio fonte di feroci polemiche per la supposta causa scatenante individuata in un attacco partigiano. Il progetto ha richiesto circa tre anni di lavoro: Prandstraller si è avvalso della collaborazione dello storico Luca Valente e del Comitato vittime civili di Pedescala. Nell’aprile 2003 è stato girato anche un video promozionale dell’impresa, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia il settembre successivo: il documentario completo è stato trasmesso da The History Channel, canale satellitare che si occupa esclusivamente di storia, nell’aprile del 2005

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