Sperimentare comunicando

Sono sempre stato affascinato, fin da bambino, dal potere della parola, tanto da far diventare le parole, da adulto, uno strumento della mia vita professionale, oltre che un arricchente mezzo di scambio e di crescita nelle relazioni personali.
Ho sperimentato la parola e le sue molteplici qualità in vari ambiti lavorativi e per scopi diversi: comunicare, informare, intrattenere, insegnare, educare, promuovere, ispirare, motivare, guarire. Ogni giorno, quasi, mi sorprendo di ciò che la parola può fare, nel bene ma anche nel male.

 

Parole della personalità, parole dell’anima

Ecco quindi una prima distinzione da fare: come usiamo le parole, per che fine, con quali intenzioni. Naturalmente ne abbiamo maggiore consapevolezza se siamo connessi con il nostro vero sé e nella misura in cui siamo stati in grado di sviluppare un’osservazione distaccata della nostra personalità, almeno per quanto riguarda la sfera delle relazioni private o pubbliche.
Lo stesso avviene, in una certa misura, anche in ambito narrativo: più lo scrittore entra in contatto con il suo autentico potere creativo – oserei dire divino, dell’anima – più riesce a trasmettere genuinamente il messaggio che intende divulgare. E il messaggio stesso cresce di valore.

 

Percezione e ascolto

Fermo restando, però, che l’altra metà del percorso, quello ricettivo, spetta al lettore o all’ascoltatore: ogni comprensione rimane soggettiva e solo a volte collima con quanto inteso dalla fonte. Insomma, c’è sempre una sorta di traduzione, di interpretazione; ma tra due canali aperti e privi di giudizio non è mai difficile comprendersi.
In caso di ascolto di un testo si introduce un terzo soggetto, il lettore attivo (a meno che non sia lo scrittore stesso a narrare con voce propria), quindi un altro filtro che va a influenzare e trasformare la trasmissione. Aumenta pertanto il numero delle energie coinvolte nel processo; senza contare l’ulteriore qualità aggiunta all’esperienza, quella della vibrazione sonora, che ne accresce il potere penetrante.

 

La parola crea

C’è una differenza di potenziale, infatti, tra la parola scritta e quella pronunciata, come ve ne è tra la prima e quella pensata. Si tratta di fasi diverse del potere creativo posseduto da ogni essere umano: la “parola” crea, perfino la realtà che ci circonda, per chi ne comprende il funzionamento.
Occorre ribadire che solo un autentico risveglio a se stessi e alla propria natura permette all’uomo di capire il senso di ciò che gli accade quotidianamente, generato in maniera preponderante in forma inconscia. Ciò gli consente, di conseguenza, un utilizzo più consapevole di pensieri e parole.
Poiché la parola, ogni singola parola, è nello stesso tempo rappresentazione e veicolo di energie, e la combinazione delle parole un gioco complesso e affascinante. Come una sorta di partitura musicale, alla cui origine sta il potere creativo e unificante del Verbo, dell’Uno cui tutto appartiene…

 

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