Risvegliarsi è una scelta autocosciente

Appurato che stiamo dormendo, il risveglio della Coscienza – o meglio, l’inizio del processo – è un fatto spontaneo e individuale, che dipende dallo stato vibratorio della coscienza stessa, in perenne evoluzione. Una scelta autocosciente, in definitiva. Un giorno avviene un click. Oppure no. Punto. Quando accade, niente è più come prima.

Al principio può essere perfino peggio: ci si sente ancora più insoddisfatti, spaesati, sospesi in una sorta di limbo. È come avere mosso un passo verso l’ignoto, sospinti da una forza invisibile; ancora non ci sentiamo in grado di lasciare il vecchio sistema di credenze, anche se ci rendiamo conto che non va più bene per noi, ma nemmeno siamo preparati ad abbracciare il nuovo.

Il processo richiede il suo tempo, per ciascuno variabile. E quando anche arrivasse la comprensione mentale di chi siamo veramente, di come funzioniamo e dell’illusione della realtà e del tempo, ci saremmo solo avvicinati un pochino alla verità della Coscienza, che non può essere capita né razionalizzata, ma solo sperimentata.

 

Le molte (e nessuna) strade verso il Risveglio

Come si arriva a farne esperienza? In molti modi e nessuno, non esistono ricette miracolose né percorsi sicuri o discipline certificate, ma solo esperienze individuali.

Può comunque essere utile il cosiddetto “lavoro su di sé”, nella sfera terapeutica tradizionale e olistica, come base: ma tale processo non è il risveglio, come una certa cultura della New Age ci ha fatto credere, solo un cammino di avvicinamento. Per molti in verità necessario, al fine di trasformare la propria personalità – il sistema corpo, emozioni, mente – e poter lanciare un’occhiata oltre il velo. Ma ancora, ripeto, non saremmo nel risveglio effettivo, che è uno stato dell’Essere cui non basta genericamente tendere.

 

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Occorre possedere un viscerale intento e una ferrea forza di volontà per trasmutare ciò che siamo in qualcosa di diverso e rovesciare la prospettiva con la quale veniamo al mondo.

 

Le scuole iniziatiche suggeriscono veri e propri esercizi, apparentemente semplici da praticare ma in realtà di ardua o impossibile applicazione in uno stato di sonno: per esempio la presenza e ricordo di sé (il famoso “qui e ora”) e la cessazione di ogni lamentela e giudizio. Se però quel click fosse scattato, varrebbe la pena provarci…

 

Scrivo solo di ciò che vivo

Per ora mi fermo qui, ma in questo blog tornerò spesso sul tema del risveglio.

Solo un paio di precisazioni. La prima è che tutto ciò che scrivo non viene da me, ma dagli insegnamenti di maestri contemporanei che a loro volta hanno attinto da filosofie, tradizioni esoteriche e conoscenze alchemiche note da millenni. Niente di nuovo sotto il sole, insomma.

La seconda è che tutto ciò che scrivo nello stesso tempo mi attraversa e quindi mi appartiene: io ve lo restituisco secondo la mia visione e livello di consapevolezza. Siate comunque certi che non sprecherò una sola parola per qualcosa in cui non credo e soprattutto non sperimento personalmente nella mia vita.

È tramite l’esperienza che la mia coscienza mi guida e si manifesta qui, in questo luogo.